Descrizione
Alle prime luci dell’alba del 12 Agosto del 1944, il piccolo villaggio di Sant'Anna, nonostante fosse stato dichiarato zona bianca dai tedeschi, in grado cioè di accogliere popolazione civile sfollata, fu il luogo di una spietata strage che vide, in poco più di tre ore, 560 persone innocenti, tra cui 130 bambini, trucidate senza alcuna pietà.
Ed è proprio nella torrida mattinata di Martedì 12 Agosto che si sono svolte a Sant’Anna di Stazzema le celebrazioni dell’82° anniversario dell’eccidio, a cui ha partecipato il Sindaco, Cristiano Alderigi, in rappresentanza del Comune di Calcinaia.
La cerimonia è cominciata nella Piazza della Chiesa, dove autorità e delegazioni si sono ritrovate e hanno depositato le corone di fiori prima della celebrazione della S. Messa sul sagrato della chiesa.
Successivamente, il corteo si è diretto al Monumento Ossario tra due ali di gonfaloni provenienti dai più disparati comuni della Toscana.
Alla deposizione della Corona d’alloro e all’Inno del Silenzio sono poi seguiti gli interventi delle autorità presenti, tra cui quello del Sindaco di Stazzema, Maurizio Verona, del Presidente dell’Associazione Martiri di Sant’Anna, Umberto Mancini, del Presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani del Vice Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani e infine, dell’On. Giuseppe Conte, che quest’anno ha tenuto l’orazione ufficiale.
Anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella non ha fatto mancare il suo messaggio istituzionale per ricordare questa tragica pagina della storia italiana:“Ora le guerre sono tornate a gettare la loro ombra sui nostri giorni, ora le volontà di potenza e i propositi di dominio si riaffacciano, manifestandosi in forme anche inedite. Sono più che mai preziose le testimonianze e le coscienze capaci di trasmettere esperienze e valori. Sono capaci di respingere violenza, odio, il disprezzo per il rispetto del pluralismo, dell'identità delle persone. Fare memoria, oltre che atto di responsabilità – ha sottolineato il Capo dello Stato - è atto di liberazione che si rinnova. La vittoria sul nazifascismo aprì la strada della rinascita. Ciascuna generazione deve sapere che a ognuna appartiene il rafforzamento e la difesa delle conquiste civili, che non sono acquisite una volta per tutte”.